Google+ è un passo obbligato per le aziende? Intervista “one shot” con gli esperti

Feb 2, 2012 | Category: Google wave

Su Motoricerca prende il via oggi una nuova rubrica che spero possa diventare sempre più frequente. Il concetto è quello di un’intervista “one shot”: una domanda secca rivolta ad un gruppo di esperti, che ringrazio per la loro disponibilità, in modo da raccogliere il loro punto di vista su un tema di attualità in ambito SEO e Web Marketing. La domanda di oggi è la seguente:

Ritieni che Google+ sia un passo obbligato per le aziende? Oltre alla presenza nelle SERP quali vantaggi vedi nella presenza su questo social per un’azienda?


L’opinione di Cesarino Morellato:

Piccola premessa; Il modo di usare i motori (Google) sta cambiando, un po’ naturalmente, un po’ per Facebook ed un po’ per la spinta dei “like” e dei +1.

Le teorie ipotizzate sullo modello di ricerca con spostamento dei navigatori dal keywords search, al frase search o answer search potrebbero anche essere influenzate da un altro elemento, social search.

Venendo alla tua domanda, la risposta è come al solito dipende! :-) . Dipende se un’azienda vuole aspettare e muoversi quando e se Google+, diventerà importante. Oppure, iniziare ad acquisire esperienza a piccoli passi, quando tra l’altro la platea è così piccola che si possono anche al limite commettere errori.

Oltre alla presenza nelle SERP, il vantaggio maggiore credo sia nell’aspetto social di G+. Come abbiamo visto è diverso da FB, ed anche gli attori sono diversi e sono diverse le modalità, tra i due social.

Se un’azienda ha come business model lato web, solo la parte relativa alla Search, allora potrebbe trarne un vantaggio per una migliore posizione nelle SERP. Ma credo sia una visione a breve, perché non sappiamo quanto durerà questo vantaggio.

E’ presumibile pensare sia un vantaggio per i primi a muoversi, poi quando tutti si allineeranno, sarà come prima.

Mi viene in mente un passo dei promessi sposi di Manzoni: Renzo entra a Milano infestata dalla peste e si trova in un luogo sl momento del passaggio della carrozza col governatore spagnolo, Manzoni ci dice una cosa che più o meno suona così: tutti erano seduti ma per vedere meglio tutti si alzarono così in piedi nessuno vedeva ugualmente come prima. Ecco potrebbe reiterarsi la storia del SEO negli ultimi anni.

Per le aziende che invece hanno un business model lato web, non solo Search, allora credo il vantaggio sia addirittura maggiore. Capire come muoversi in ambito social non è facile o scontato. La lista di epic fail è molto più lunga e numerosa in ambito social che in ambito Search, o almeno hanno una maggiore echo, quindi comprendere i social è fondamentale.

Riassumendo, obbligato no, molto consigliato, si! Non solo per un beneficio diretto a breve, nelle SERP, ma anche in prospettiva futura per acquisire esperienza lato social.

L’opinione di Marco Loguercio:

Personalmente non credo che Google+ debba essere considerato un passo obbligato, specie in una situazione come questa in cui il progetto di Google è ancora in continua evoluzione (si veda anche la recente modifica di Google delle condizioni di trattamento dei dati personali che partirà dal 1. Marzo).

Dev’essere trattato alla stessa stregua di altri canali di comunicazione: deve far parte di un progetto ben preciso, inquadrato in una strategia che abbia precisi obiettivi di branding, marketing, comunicazione e/o vendite, e con indicatori di performance che non siano semplici “vanity numbers”. Ma, soprattutto, deve richiedere un impegno ben preciso e che porti valore agli utenti con i quali si vuole comunicare e interagire, considerando che all’inizio non sarà facile capire come sfruttarne al meglio le peculiarità, proprio per il fatto che è ancora un work in progress e i numeri in Italia sono ancora molto bassi e particolari. Ritengo un errore, ad esempio, muoversi solo “perché porta vantaggi da un punto di vista SEO”, anche perché devi avere alle spalle la necessaria expertise per capire quali questi vantaggi potranno essere nel medio e lungo periodo e come muoverti di conseguenza.

In sostanza, partire solo “per esserci” non ha senso, si rischia di deludere le aspettative di chi ti segue, a meno che questo non sia dettato da particolari esigenze di brand protection.

Sui vantaggi per le aziende, credo che una volta comprese le potenzialità delle varie opzioni (penso, ad esempio, ai videoritrovi), l’unico limite potrà veramente essere la fantasia. Da qui la necessità, per le aziende che vogliono “esserci” in maniera concreta, di dotarsi della necessaria expertise, sia questa un’agenzia, un consulente o una figura interna semi- o totalmente (qui dipende poi anche dal business dell’azienda) dedicata.

L’opinione di Nereo Sciutto:

Siamo onesti, Google+ è ancora un tema di scarso interesse per la stragrande maggioranza delle aziende e quindi bel al di là dall’essere un passo obbligato.

Lo sdoganamento di Google+ è per ora legato alla sua relazione con le attività di SEO e quindi alle sinergie che Google è andato a creare in modo artificioso fra Social e Search.

Mi spiego meglio: in questo caso il motore di ricerca è usato come driver per spingere il Social Network e non viceversa come sembrerebbe. Google sta cercando di generare iscrizioni a G+ legando la cosa a effetti sul posizionamento organico piuttosto che usare le attività sui social network per intervenire in modo migliore sul posizionamento dei siti.

…e la tua opinione qual è? Esprimila nei commenti :)

Su questo tema leggi anche le opinioni di Giorgio Taverniti e Sante Achille.

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