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Internet e libertà

Category: Google | Mar 14, 2010

Dopo una fila di oltre mezz’ora, sono tra i fortunati che hanno potuto assistere in diretta al convegno “Internet è Libertà – perché dobbiamo difendere la rete” organizzato a Montecitorio da Capitale Digitale intorno alla lectio magistralis del Prof. Lawrence Lessig. Un evento particolarmente interessante e positivo già dal suo inizio, con l’intervento del Presidente della Camera Fini a supporto della candidatura di Internet al Premio Nobel per la Pace, un’iniziativa che Google ha da sempre sostenuto. Secondo l’On. Fini l’accesso ad Internet “deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell’uomo” e “la cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà”: una civiltà che, lo dimostra il Prof. Lessig, non riceve solo passivamente le informazioni come nel caso dei media tradizionali, ma può anche produrle autonomamente, scambiarle, utilizzarle, rielaborarle. L’ispirazione del singolo porta a diverse interpretazioni, l’informazione a diverse opinioni: è proprio questo che fa di Internet un tale strumento di libertà e democrazia.

Secondo il Prof. Lessig Internet non può ne deve essere assimilata ad un mezzo di comunicazione tradizionale, in particolare – e soprattutto – nella sua regolamentazione, che deve essere affrontata “con umiltà”. Come nel mondo offline, anche su Internet vengono perpetrate attività illecite o criminali, che dobbiamo combattere con tutte le nostre forze. Compito delicato del Legislatore è quello di sapere incoraggiare gli aspetti positivi prevenendo e quelli negativi. Tuttavia “é saggio non imbarcarsi in una guerra senza speranza”: Internet per legge di natura non può essere sconfitta.

Scritto da: Laura Bononcini, Policy Associate

From: http://feedproxy.google.com/~r/GoogleItaliaBlog/~3/-50biQYsTpc/internet-e-liberta.html

Rinascimento digitale: la partnership con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Category: Google | Mar 12, 2010

Il Rinascimento, un periodo di grande fermento della vita culturale, politica e scientifica europea, ha avuto inizio a Firenze, all’incirca nel 1500. Quella che ci vede coinvolti oggi é una rinascita di diverso tipo, una rinascita digitale. Sin dal lanciato di Google Libri, abbiamo lavorato con biblioteche ed editori in tutto il mondo per rendere accessibili a quante più persone il maggior numero di libri, patrimonio culturale mondiale. Qualunque studente dovrebbe essere in grado di accedere alle opere di Petrarca, Dante, Vico (o, se lo preferisce, di Machiavelli); e se per autori tanto famosi già oggi è per lo più possibile farlo, che dire invece delle opere di Guglielmo il Giuggiola o Coluccio Salutati? Vorremmo che tutte le grandi opere della letteratura italiana fossero accessibili al grande pubblico.

Per questo abbiamo annunciato un accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ci permetterà di dare maggiore concretezza a questa ambiziosa visione. In collaborazione con le Biblioteche Nazionali di Firenze e Roma, digitalizzeremo fino a 1 milione di libri di pubblico dominio (ossia non più coperti da diritto d’autore). Saranno le biblioteche a scegliere quali opere delle loro collezioni far digitalizzare e tra queste potremo annoverare rari libri storici, opere scientifiche, testi della letteratura ottocentesca che hanno contribuito a creare il clima culturale che ha portato all’unità d’Italia, così come le opere dei più famosi poeti e scrittori italiani. Non è solo la prima volta che collaboriamo con le biblioteche italiane, ma è anche la prima volta che lavoriamo direttamente con un Ministero della Cultura.

In Europa e nel resto del mondo siamo già testimoni di una vera e propria rinascita digitale, che vede un numero crescente di organizzazioni impegnate in ambiziosi progetti di digitalizzazione dei libri. Non siamo gli unici a riconoscere la necessità di portare in formato digitale il patrimonio librario mondiale. La digitalizzazione dei libri richiede un enorme impegno e la collaborazione di svariati interlocutori del settore pubblico e di quello privato. Per questa ragione, supportiamo diversi altri progetti, quale per esempio il progetto della Commissione Europea: Europeana. Desideriamo che questi libri siano accessibili nel modo più ampio possibile – e i libri che digitalizzeremo come parte di questo progetto saranno disponibili per essere inclusi in Europeana, di cui la Biblioteca Nazionale di Firenze è un membro, così come di altre biblioteche digitali. Maggiori saranno i tesori storici e culturali che saremo in grado di portare online, tanto più saremo in grado di trasmettere il nostro patrimonio culturale.

Crediamo che l’annuncio di questo accordo sia un importante passo in questa direzione e speriamo di poter lavorare con molte altre biblioteche e molti altri partner. L’idea è che in futuro la gente sia in grado di cercare libri di tutto il mondo e di accedervi dovunque e in qualsiasi momento. Dopo tutto, Antonio Beccadelli e Anastasius Germonius — così come Shakespeare e Cervantes — sono un patrimonio culturale dell’umanità.

Scritto da: Gino Mattiuzzo, Strategic Partner Development Manager

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In scena su YouTube

Category: Google | Mar 11, 2010

Si chiama That’s Opera Talent ed è il nuovo progetto tutto italiano legato a YouTube.
Dopo il successo di YouTube Symphony Orchesta, che ci ha resi orgogliosi nel vedere ben due italiani suonare nel suggestivo contesto della Carnegie Hall di New York, era tempo di mettere nuovamente alla prova le doti artistiche dei nostri connazionali.

Nasce dalla collaborazione con Ricordi e Fondazione Festival Pucciniano il primo casting online di opera lirica: That’s Opera Talent. Parlando di Opera poi, quale migliore trampolino di lancio del grande successo di Giacomo Puccini, Madama Butterfly, per mettersi alla prova.

Cerchiamo 10 talenti della musica classica: 1 soprano, 1 tenore, 4 violini, 2 viole, 1 violoncello e 1 contrabbasso da inserire nella compagnia che si esibirà nella Madama Butterfly, in scena al Festival Pucciniano di Torre del Lago quest’estate.

A partire da ora YouTube sarà il vostro palcoscenico; per candidarvi non dovrete far altro che seguire le indicazioni riportate sul regolamento del concorso e inviarci il vostro video provino all’indirizzo: www.youtube.com/thatsoperatalent. Una Direzione Artistica, tenendo conto del giudizio espresso dalla community, voterà i finalisti e, successivamente, i 10 vincitori. Amanti dell’Opera e della musica classica: è il vostro momento! Per partecipare avete tempo fino all’8 maggio. Che vinca il migliore.

Scritto da: Alessio Cimmino, Corporate Communications & Public Affairs Manager

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Google, la trasparenza e la nostra formula non così segreta

Category: Google | Mar 9, 2010

Di recente la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta preliminare nei confronti di Google per violazione delle norme antitrust. Parte dell’accusa sostiene che Google non operi in modo abbastanza trasparente riguardo al come e al perché i siti web si posizionino nei nostri risultati di ricerca. Il concetto che Google non sia trasparente è duro da digerire, per me. Lo standard che utilizziamo per comunicare è infatti stato stabilito da Google insieme agli editori stessi di siti web. Lasciate che vi parli di alcuni degli esempi che utilizziamo per spiegare ai siti come vengono valutati e perché.

Uno dei punti più discussi in assoluto a livello mondiale, relativi al punteggio attribuito da Google ai siti, è sempre stato il PageRank. Tale “ingrediente segreto” non è poi tanto segreto, in fondo.Eccolo qui. Questo primo documento non solo fornisce la formula del PageRank, ma riporta molti degli altri fattori conteggiati nel posizionamento su Google, inclusi l’anchor text, la posizione delle parole all’interno del testo, la relativa vicinanza delle parole di una query all’interno di un documento, la dimensione ed il tipo di caratteri utilizzati, l’HTML grezzo di ogni pagina, e i caratteri in maiuscolo. Nel corso degli anni Google ha continuato a pubblicare letteralmente centinaia di articoli scientifici. Tali articoli rivelano molte delle “formule segrete” sul funzionamento di Google e documentano l’infrastruttura di baseche Google utilizza. Alcuni di questi articoli sono stati una vera e propria fonte d’ispirazione per molti, non solo nell’ambito dei progetti open source, ma anche in diverse aziende.

Gli articoli accademici rappresentano solo uno degli aspetti utilizzati da Google per coinvolgere ed educare, ma esistono molti altri modi. Nel 1999, ad esempio, Sergey Brin ha partecipato alla prima conferenza per i webmaster, la Search Engine Strategies. Nel 2001, inoltre, Google è diventato uno dei primi motori di ricerca a intervenire online sul forum di un sito,WebmasterWorld. Un membro di Google con lo pseudonimo “GoogleGuy” ha postato più di 2800 volte, e un altro conosciuto come “AdWordsAdvisor” ha postato quasi 5000 volte.

Gli sforzi di trasparenza e comunicazione di Google si sono evoluti insieme all web. Abbiamo cominciato a scrivere blog post nel maggio 2004 e ne abbiamo scritti migliaia sul nostro blog ufficiale. Oggi Google ha più di 70 blog ufficiali, tra cui il blog ufficiale per i webmaster, creato specificamente per aiutare i proprietari dei siti a capire come Google funziona e a posizionarsi al meglio nei risultati di ricerca. Google pubblica più blog post della maggior parte delle altre grandi aziende. Forniamo anche una vasta documentazione pubblica sul nostro sito web, e numerosi consigli per gli editori di siti web,in dozzine di lingue diverse.

Come capo del webspam team di Google (che cerca di bloccare i tentativi di violazione delle nostre istruzioni per webmaster, pubbliche e chiaramente documentate), mi viene spesso chiesto come Google funzioni. Per questa ragione ho deciso di aprire nel 2005 il mio blog personale, sul quale ho scritto centinaia di post che parlano di Google. I temi variano dagli errori più frequenti dei seo ai consigli per i nuovi blogger. Inoltre, ho avuto il piacere di parlare direttamente con molti webmaster, di effettuare site clinic (analisi dei siti) pubbliche sui siti web e d’intervenire a più di 30 conferenze pubbliche sulla ricerca.

Abbiamo utilizzato ogni sorta di mezzo di comunicazione per aiutare i webmaster a comprendere come la ricerca su Google funzioni. Abbiamo organizzato diverse live chat per webmastercon centinaia di partecipanti. Abbiamo sperimentato twitter. Abbiamo partecipato a diversi podcast. Ed ecco un’altra delle mie iniziative preferite che abbiamo usato per comunicare con i webmaster: l’anno scorso, abbiamo raccolto molte domande e pubblicato le risposte sotto forma di video sul nostro canale per webmaster. E questi video sono stati visti più’di 1.5 milioni di volte(!). Siamo anche molto coinvolti nella blogosfera per cercare di rispondere alle tante domande su Google.

E la lista potrebbe andare avanti e avanti. Google ha stabilito con gli altri motori di ricerca dei metodi per rendere la vita dei proprietari di siti decisamente più semplice. Gli standard che ne sono derivati includono per esempio come specificare la URL preferita per un sito e la Sitemap. La Sitemap è infatti uno strumento semplice che permette ai webmaster di far pervenire ai motori di ricerca informazioni utili sulle loro pagine web. Google offre ai webmaster la possibilità di visitare il forum di assistenza, dove sia gli impiegati di Google che gli utenti esperti possono aiutarli a risolvere i problemi dei loro sito. Noi stessi abbiamo organizzato eventi live, le site clinic, nate per offrire suggerimenti sulla struttura dei siti da San Francisco all’India, dalla Russia alla Spagna. Abbiamo inoltre confermato quali segnali non vengono più utilizzati dall’algoritmo di Google in fase di posizionamento, ad esempio i meta tag keywords, e questo fa risparmiare tempo ai webmaster e aiuta a prevenire inutili scopiazzamenti e denunce.

La cosa frustrante è che se anche tutti i 20.000 dipendenti di Google lavorassero a tempo pieno per rispondere alle domande dei proprietari di siti non avremmo comunque l’occasione di parlare con ognuno. Perché no? Perché ci sono più di 192 milioni di domini registrati. Per questo motivo abbiamo introdotto gli Strumenti per i Webmaster, una soluzione che offre in maniera scalabile e automatica informazioni sui siti web e dà la possibilità ai webmaster di comunicarci informazioni utili sui loro siti. Descrivere quanto siano potenti questi Strumenti che offriamo gratuitamente a tutti richiederebbe un intero post, ma tra le funzionalità a disposizione troviamo ad esempio:

  • Il proprietario di un sito ottiene consigli utili su problemi come meta descriptions duplicati o title tag mancanti.
  • Nel caso in cui il proprietario di un sito ritenga di aver violato leLinee Guida per webmastere che Google abbia preso conseguenti azioni circa il sito e la sua presenza nel nostro indice, è possibile inviare unarichiesta di riconsiderazione.
  • Il proprietario di un sito che è stato hackato ha a disposizione i dettagli sul malware nelle sue pagine web. Dopo aver rimosso il problema, può visualizzare le pagine così come vengono visualizzate da Google e assicurarsi quindi che il malware sia stato completamente rimosso.
  • Il proprietario di un sito ha a disposizione una tabella che riporta gli errori che Google ha trovato durante la scansone del sito.

Un dipendente di Google recentemente ha scritto sul suo blog un post su come utilizzare questi strumenti gratuiti e pubblici per identificare un problema con il suo servizio di hosting causato da un suo utilizzo della banda oltre i limiti previsti. Allo stesso modo milioni di proprietari di siti hanno fruttuosamente utilizzato gli strumenti gratuiti di Google per webmaster per ottenere informazioni utili sui loro siti.

Qui a Google cerchiamo di essere il più aperti possibile, addirittura al punto da aiutare gli utenti ad esportare i loro dati al di fuori dei prodotti Google. Allo stesso tempo non pensiamo sia irragionevole avere dei segreti professionali come in qualsiasi azienda, non ultimo perché non vogliamo aiutare spammer e cracker a violare il nostro sistema. Se chi sta cercando di manipolare il posizionamento nella ricerca sapesse ogni singolo dettaglio su come posizioniamo i siti sarebbe più facile infestare di ‘spam’ i nostri risultati con pagine irrilevanti e frustranti per gli utenti – ad esempio pagine pornografiche o fatte per distribuire software dannoso (malware).

In ultima analisi criticare Google per la sua “formula segreta” è un’accusa facile da formulare, ma semplicemente non è vera. A Google abbiamo lavorato giorno dopo giorno per anni ad essere aperti, ad educare creatori di contenuti sul posizionamento dei siti, a rispondere alle domande sia dei webmaster che degli utenti. Quindi se è cosi che le persone scelgono di definire un “segreto”, allora il nostro dev’essere il segreto tenuto peggio in tutto il mondo della ricerca.

Scritto da: Matt Cutts, Principal Engineer, Search Quality Team

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Una grave minaccia per il web

Category: Google | Feb 25, 2010

A fine 2006, alcuni studenti di una scuola di Torino si sono filmati mentre maltrattavano un compagno di classe affetto da autismo e hanno caricato il video su Google Video. Vista la natura assolutamente riprovevole del video, è stato rimosso a distanza di poche ore dalla notifica della Polizia. Abbiamo inoltre collaborato con la polizia locale per l’identificazione della persona che lo ha caricato, che è stata poi condannata dal Tribunale di Torino a 10 mesi di lavoro al servizio della comunità, e con lei diversi altri compagni di classe coinvolti. In casi come questo, rari ma gravi, è qui che il nostro coinvolgimento dovrebbe finire.

In questo caso, tuttavia, la Procura di Milano ha deciso di incriminare quattro dipendenti di Google – David Drummond, Arvind Desikan, Peter Fleischer and George Reyes (che ha lasciato l’azienda nel 2008) – con accuse di diffamazione e mancato rispetto del codice italiano della privacy. Per essere chiari, nessuno dei quattro Googlers incriminati ha avuto niente a che fare con questo video. Non vi erano rappresentati, non lo hanno ripreso, caricato o rivisto. Nessuno di loro conosceva le persone coinvolte e non hanno saputo dell’esistenza di questo video fino a quando non è stato rimosso.

Nonostante questo, oggi un giudice del Tribunale di Milano ha condannato tre dei nostri quattro colleghi – David Drummond, Peter Fleischer e George Reyes – per mancato rispetto del codice Italiano della privacy. Tutti e 4 sono stati dichiarati non colpevoli delle accuse di diffamazione. In sostanza questa decisione significa che i dipendenti di piattaforme di hosting come Google Video sono penalmente responsabili per i contenuti caricati dagli utenti. Faremo appello contro questa decisione che riteniamo a dir poco sorprendente dal momento che i nostri colleghi non hanno niente a che fare con il video in questione. Riteniamo, anzi, che durante l’intero processo abbiano dato prova di grande coraggio e dignità; il semplice fatto che siano stati sottoposti ad un processo è eccessivo.

C’è un’altra importante ragione, però, per la quale siamo profondamente turbati da questa decisione: ci troviamo di fronte ad un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet. La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di “segnalazione e rimozione” avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme – ogni singolo testo, foto, file o video – il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire.

Si tratta di questioni di principio importanti, ed è per questa ragione che continueremo a sostenere i nostri colleghi in tutto il percorso dell’appello.

Scritto da: Matt Sucherman, VP and Deputy General Counsel – Europe, Middle East and Africa

From: http://feedproxy.google.com/~r/GoogleItaliaBlog/~3/ecY_jVGFgo8/una-grave-minaccia-per-il-web.html

Il format delle Living Stories diventa open source

Category: Google | Feb 19, 2010

Negli ultimi due mesi, un piccolo gruppo di giornalisti del New York Times e del Washington Post ha sperimentato le Living Stories, una nuova modalità di presentazione delle notizie online. Usando questa piattaforma tecnologica, è possibile pubblicare centinaia di sviluppi di una vicenda sotto una singola pagina dinamica, che offre agli utenti molti modi diversi di approcciare l’informazione. Il format delle Living Stories ha aiutato il Times ad intrattenere i lettori su temi quali il cambiamento climatico, la guerra in Afghanistan, i playoff della N.F.L. e le retribuzioni dei manager. Il Post lo ha usato per seguire la riforma sanitaria, la stagione dei Redskins e la riforma del sistema scolastico di D.C.
Da quando abbiamo lanciato questo esperimento nei Google Labs in dicembre, il 75% delle persone che ci hanno mandato un riscontro hanno dichiarato di preferire il formato delle Living Stories a quello tradizionale delle notizie online. Significativo anche il tempo dedicato dagli utenti per esplorare queste storie, il che ci dice che esiste interesse per un giornalismo di qualità presentato in modo coinvolgente.

Oltre ad avere ricevuto riscontri positivi da parte dei lettori, anche gli editori ci hanno detto di essere interessati a raccontare le loro storie utilizzando questo formato, ragione per cui riteniamo che sia giunto il momento di passare ad una nuova fase di questo esperimento: rendere il formato delle Living Stories accessibile in modo più ampio, per vedere quali potenzialità riserva. Per questa ragione oggi stiamo rendendo il codice disponibile in open source, in modo che qualunque sviluppatore possa realizzare le proprie pagine Living Stories. (Qui si trovano i dettagli tecnici della documentazione open source; nel Google News Help Forum si possono formulare domande e trovare risposte alle questioni di supporto più generale.) Ora che passiamo alla fase pubblica dell’esperimento, il Times e il Post chiuderanno le loro iniziative, ospitate ad oggi nei Google Labs. Desideriamo ringraziarli per essersi ‘imbarcati’ in questo progetto con noi; non vediamo l’ora di continuare a lavorare con loro, e con molte altre pubblicazioni, sulle Living Stories così come su altri progetti che hanno l’obiettivo di portare innovazione nel modo in cui le notizie vengono presentate online.

Nei prossimi mesi ci impegneremo per creare dei tool software che rendano ancora più semplice per gli editori utilizzare il format delle Living Stories, ma nel frattempo siamo ansiosi di vedere quali risultati affascinanti giornalisti e sviluppatori realizzeranno utilizzando il codice open source delle Living Stories.


Scritto da: Neha Singh, Software Engineer, and Josh Cohen, Senior Business Product Manager

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5 suggerimenti per Google Buzz

Category: Google | Feb 19, 2010

Durante la scorsa settimana gli utenti hanno avuto modo di provare Google Buzz all’interno di Gmail e noi abbiamo introdotto i miglioramenti che ormai conoscete; ora vogliamo fornirvi suggerimenti e trucchi per aiutarvi a utilizzare al meglio Buzz. Ecco i cinque principali:

1. Formato dei post. Quan
do pubblicate un Buzz, potete modificare il font del testo proprio come in una chat di Gmail: *grassetto*, _corsivo_, o -barrato- uno qualsiasi.

2. Riepilogo dell’attività personale su Google Buzz all’indirizzo www.google.com/dashboard. Google Dashboard fornisce un riepilogo complessivo e privato dei dati associati al vostro account Google, nonché collegamenti diretti per modificare le impostazioni personali. Attualmente Buzz dispone di una sezione dedicata all’interno di Google Dashboard, in questo modo potete visualizzare quante persone state seguendo, quante vi seguono e le informazioni relative ai più recenti post, commenti e argomenti che vi interessano. Inoltre, potete accedere alle impostazioni di Buzz direttamente dalla pagina di Google Dashboard.
3. Utilizzo di @reply per l’invio diretto di un post a un contatto. Se volete essere certi che qualcuno dei vostri amici veda un post in particolare di Buzz, potete indirizzarlo direttamente alla posta in arrivo di quel contatto tramite @reply. Digitate il simbolo “@” seguito dalle prime lettere del nome, quindi selezionate l’indirizzo email desiderato dall’elenco. Solo voi potrete visualizzare l’indirizzo Gmail mentre gli altri utenti vedranno solo il nome.
4. Utilizzo più rapido grazie alle scorciatoie da tastiera. Per attivare le scorciatoie da tastiera accedete alle Impostazioni, utilizzate il tasto “j” o “n” per scorrere verso il basso all’interno della scheda Buzz, “k” o “p” per tornare in alto, “r” per inviare un commento (scorciatoia identica a Rispondi in Gmail) e “maiusc + l” per contrassegnare come “Mi piace”.
5. Disattivazione dei post per evitare l’invio nella posta in arrivo. I commenti ai post e i commenti in risposta ai vostri commenti inviano buzz direttamente nella posta in arrivo. Se non volete visualizzare continuamente conversazioni nella posta in arrivo a ogni risposta degli altri utenti, potete disattivare l’opzione. Fate clic sulla freccia nell’angolo del post di un buzz e selezionate “Disattiva questo post”. Se avete attivato le scorciatoie da tastiera, potete disattivare un buzz presente nella posta in arrivo anche premendo il tasto”m” durante la lettura del buzz. Consultate il nostro Centro assistenza per altri suggerimenti e risposte alle domande più comuni e per essere sempre aggiornati sulle ultime novità.


Scritto da: Google Italy Blog Team

From: http://feedproxy.google.com/~r/GoogleItaliaBlog/~3/WkdiRJ_0DWY/5-suggerimenti-per-google-buzz.html

Una nuova pagina per Google Buzz

Category: Google | Feb 17, 2010

Abbiamo ascoltato con la massima attenzione i vostri feedback e, dal lancio di Google Buzz, stiamo lavorando senza interruzioni per dare una risposta ai dubbi che ci avete segnalato. Ora vi comunichiamo una serie di modifiche che introdurremo nei prossimi giorni sulla base di tutti i commenti che avete inviato.
Innanzitutto, la funzione Auto-following. Quando abbiamo lanciato Google Buzz, volevamo fare in modo che la fase di configurazione iniziale fosse la più rapida possibile, eliminando la necessità di ricostruire da zero la rete di contatti. Tuttavia, molte persone che volevano semplicemente provare Google Buzz per verificarne l’effettiva utilità, non hanno apprezzato il fatto che il loro account fosse già impostato per seguire alcune persone. Molti utenti erano preoccupati all’idea che l’elenco delle persone che seguivano venisse automaticamente reso pubblico tramite Google Buzz prima della creazione di un profilo pubblico.
Giovedì, a seguito dei commenti degli utenti secondo cui la casella di controllo per impedire la visualizzazione di tale elenco era difficile da individuare, abbiamo aumentato la visibilità di questa opzione. Ma questa modifica non è sufficiente. A partire da questa settimana, il modello auto-follow, che prevede la selezione automatica delle persone da seguire tra quelle con cui l’utente interagisce maggiormente, verrà sostituito dal modello auto-suggest. Ora, dovrete esaminare i suggerimenti e selezionare “Segui gli aggiornamenti delle persone selezionate e inizia a utilizzare Buzz ” per iniziare a seguire qualsiasi utente.

Le decine di milioni di voi che hanno già iniziato a utilizzare Google Buzz, visualizzeranno, a partire dalle prossime settimane, una versione simile di questa nuova pagina iniziale in cui potranno esaminare e confermare le persone di cui stanno seguendo gli aggiornamenti. Per esaminare subito questo elenco, accedete alla scheda Buzz, fate clic su “Stai seguendo gli aggiornamenti di XX persone” e deselezionate i contatti che non volete seguire. Se non volete condividere gli elenchi delle persone che seguite e di quelle che vi seguono sul vostro profilo pubblico, potete disattivare questa opzione in qualsiasi momento nella pagina di modifica del profilo.

Inoltre, Google Buzz non effettuerà più la connessione automatica degli elementi condivisi di Picasa Web Album e di Google Reader. Per togliere ogni dubbio: Google Buzz connette automaticamente solo i contenuti che erano già pubblici; quindi se disponete di foto condivise in precedenza in un album non in elenco o se avete impostato i vostri elementi condivisi in Google Reader come “Protetto”, solo gli utenti a cui avete concesso l’autorizzazione potranno visualizzare tali contenuti. Grazie al vostro feedback, Google Buzz non effettuerà più la connessione automatica di questi siti.

Infine, stiamo aggiungendo una scheda Buzz nelle impostazioni di Gmail da cui potrete nascondere Google Buzz da Gmail o disattivarlo completamente. Inoltre, nella pagina iniziale sarà presente un collegamento a queste impostazioni per fornirvi la possibilità di disattivare da subito Google Buzz.È stata una settimana avvincente e piena di sfide per il team di Google Buzz. Abbiamo ricevuto feedback tramite i forum del Centro assistenza di Gmail, email e persino tramite un nuovo strumento di comunicazione: gli aggiornamenti dello stesso Google Buzz. Abbiamo capito immediatamente che avevamo commesso alcuni errori. Siamo spiacenti per le preoccupazioni che abbiamo causato, ci siamo adoperati da subito per risolvere i problemi sulla base del vostro feedback e continueremo a farlo con il massimo impegno.

Scritto da: Google Italy Blog team

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Google Buzz: milioni di utenti e miglioramenti apportati grazie ai vostri feedback

Category: Google | Feb 13, 2010

Sono trascorsi solo due giorni dal lancio di Google Buzz. Da allora decine di migliaia di persone hanno provato Google Buzz e pubblicato 9 milioni di post e commenti. A questo dato si aggiungono gli oltre 200 post al minuto inviati tramite cellulare da tutto il mondo.

Abbiamo ricevuto un numero elevatissimo di richieste per l’introduzione di nuove funzioni anche con feedback diretti. Alcuni utenti erano preoccupati all’idea che i loro contatti fossero resi pubblici a loro insaputa (in particolare l’elenco delle persone di cui seguono gli aggiornamenti e quello delle persone che seguono i loro aggiornamenti). Altri invece ritenevano di disporre di un controllo limitato su chi è autorizzato a seguire i loro aggiornamenti e si lamentavano del fatto di non poter bloccare gli utenti che non disponevano ancora di profili pubblici.

Esattamente come il servizio chat di Gmail, Google Buzz vi consente di creare una rete di contatti impostando automaticamente l’account in modo che segua gli aggiornamenti delle persone con cui interagite maggiormente tramite email o chat. Potrete modificare, eliminare o aggiungere qualsiasi contatto di cui desiderate seguire gli aggiornamenti.

Di seguito sono riportate ulteriori informazioni sul funzionamento di Google Buzz e alcuni miglioramenti immediati che stiamo implementando sulla base dei vostri feedback.

Quando pubblicate o create un commento in Google Buzz per la prima volta, vi verrà richiesto di creare un profilo pubblico limitato (i dati obbligatori sono nome e cognome). Questo profilo serve per visualizzare il vostro nome accanto ai post e per consentire agli utenti che seguono i vostri aggiornamenti di conoscere la vostra identità. Durante questa operazione, vi verrà notificato che l’elenco delle persone che seguite e quello delle persone che vi seguono verrà visualizzato sul profilo pubblico. Potrete visualizzare, modificare e persino nascondere tali elenchi. Questi elenchi non vengono resi pubblici sul profilo personale fino a quando la procedura di creazione del profilo non viene completata.

A prescindere da questo, alcuni utenti ci hanno segnalato che la casella di controllo per non visualizzare queste informazioni era difficile da individuare. Sulla base di questo feedback, abbiamo deciso di rendere l’impostazione di questa opzione più chiara. Le seguenti modifiche verranno implementate in tutti gli account Gmail nel corso della giornata.

1. Opzione più visibile per annullare la condivisione degli elenchi sul profilo pubblico
Se non volete condividere gli elenchi delle persone che seguite e di quelle che vi seguono, potete disattivare l’opzione durante l’impostazione del profilo al primo utilizzo di Google Buzz o in qualsiasi momento nella pagina di modifica del profilo. Abbiamo reso questa opzione più visibile all’interno della procedura di impostazione dell’account, per fare in modo che chiunque lo desideri possa nascondere gli elenchi in modo semplice.
2. Possibilità di bloccare chiunque inizia a seguire i vostri aggiornamenti
Grazie al collegamento “Blocca” all’interno dell’elenco delle persone che seguono i vostri aggiornamenti, ora è più facile bloccare qualsiasi utente. Prima, dovevate attendere la creazione del profilo pubblico per bloccare gli utenti che vi seguivano. Ora, potete bloccare chiunque indipendentemente dal profilo pubblico.

3. Maggiore trasparenza rispetto a quali utenti, tra quelli che vi seguono e quelli che seguite, vengono visualizzati nel profilo pubblico
All’inizio, veniva visualizzato un elenco di tutti gli utenti che avrebbero seguito i vostri aggiornamenti dopo la creazione di un profilo pubblico. Tuttavia, l’elenco delle persone che vi seguono riportava solo i contatti che avevano già creato un profilo pubblico. Ora, gli utenti che dispongono già di un profilo pubblico e che pertanto verranno visualizzati nell’elenco delle persone che vi seguono sono perfettamente individuabili. Questa modifica vi permette di stabilire quali contatti sono presenti in questo elenco pubblico visualizzabile da tutti.
Abbiamo progettato Google Buzz per facilitare la comunicazione con gli altri utenti e la conversazione sugli argomenti che più vi interessano: vedere che questo obiettivo è già una realtà è fantastico. Tuttavia, siamo ancora nella fase iniziale e numerosi miglioramenti verranno introdotti a breve. Siamo impazienti di ricevere altri suggerimenti e continueremo a migliorare l’esperienza utente di Google Buzz per una maggiore trasparenza e ulteriore controllo. Per ulteriori informazioni sulle diverse opzioni disponibili per l’utilizzo di Google Buzz, consultate il nostro Centro assistenza.

Scritto da: Google Italy Blog team

From: http://feedproxy.google.com/~r/GoogleItaliaBlog/~3/3_VB6EgEebM/google-buzz-milioni-di-utenti-e.html

Safer Internet Day 2010

Category: Google | Feb 10, 2010

Anche quest’anno si celebra in Europa il Safer Internet Day, la giornata dedicata alla sicurezza in rete. Internet è un mezzo con potenzialità incredibili per la comunicazione, l’apprendimento, la circolazione delle informazioni, è quindi uno strumento che può essere di supporto, ausilio, divertimento per tutti e soprattutto per i ragazzi. E’ importante però saperlo utilizzare ed è nostro dovere fornire tutte le informazioni utili per una navigazione consapevole.

Per questa ragione abbiamo pensato e realizzato insieme con la Polizia Postale delle Comunicazioni ‘Non perdere la bussola’, un progetto che va nella direzione di fornire una serie di contenuti educativi ai ragazzi che utilizzano la rete, agli insegnanti e alle famiglie. Noi abbiamo fornito il contenuto educativo, lasciando agli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni il compito di incontrare i ragazzi. L’educazione all’uso della rete è infatti un percorso che deve essere condiviso.

Il nostro obiettivo è promuovere un uso sicuro e responsabile della rete. In un processo di formazione – condiviso dal mondo della scuola e dalle famiglie – i ragazzi potranno comprendere al meglio le opportunità e i rischi di Internet e quindi ad usare il buon senso indispensabile in tutte le cose della vita per proteggere la loro privacy, rispettare il copyright, segnalare i contenuti pericolosi e combattere il bullismo.

Ci sembra utile postare il video che la Commissione Europea ha realizzato per la promozione di questa giornata di sensibilizzazione

Scritto da: Marco Pancini, European Senior Policy Counsel

From: http://feedproxy.google.com/~r/GoogleItaliaBlog/~3/hDZ2fuaFdfY/safer-internet-day-2010.html